Requiem di Mozart – Luglio 2018

“Quanto mi piacerebbe ricantare il Requiem di Mozart!” …in un batter di ciglio mi arriva la telefonata di un caro amico, compagno di studi, magnifico tenore, Marco Mustaro: all’incantevole anfilteatro di Peccioli, all’interno della manifestazione “11 lune a Peccioli”, cercano voci per il coro per cantare il Requiem k 626 di Wolfang Amadeus Mozart!

 

La professionalità dell’orchestra del Maggio musicale ha incantato tutto l’anfiteatro colmo di gente. Gli spettatori sono stati rapiti dalle stelle e i fugati di Mozart risuonavano con maestà da un palco carico e vivace sotto la bacchetta del coinvolgente direttore, Simone Valeri.

Io e Lia, le due fondatrici degli Stereo Tipi, ci siamo godute tutto questo, per accumulare ancora una Stereo-esperienza unica e irripetibile.

Questa foto l’abbiamo scattata alle prove al teatro del Maggio fiorentino!!!

Il Maestro Kuhn e l’Accademia di Montegral…

La prima volta che salimmo verso questo edificio immacolato ed austero ero un po’ tesa. Vedendo dall’esterno il Convento dell’ Angelo immaginavo che l’Accademia dal nome altisonante che vi ha sede fosse rigida e seriosa.
Adesso se ripenso a questa nostra straordinaria esperienza non posso fare a meno di sorridere. Perché, al contrario, nell’ Accademia di Montegral non ci si prende mai troppo sul serio, ed è proprio questo forse il segreto. Qui la musica non è la mera esecuzione di uno spartito e neanche una competizione tra cantanti, bensì veicolo di emozioni. I musicisti e i cantanti che la frequentano sanno commuovere e commuoversi, far divertire ed appassionare. Nei nostri soggiorni al Convento dell’Angelo abbiamo cenato allo stesso tavolo con cantanti di fama internazionale, registi, violinisti che suonano uno Stradivari, giornalisti e chi sa chi altro…la domanda sorge spontanea: che c’entriamo noi, gli Stereo Tipi di Borgo a Mozzano? Sinceramente non so. Ma penso che forse quel signore austriaco sempre sorridente abbia saputo vedere oltre un apparente gruppo di giovani un po’ casinisti e abbia sentito una musica fatta con il cuore e con la leggerezza di chi non ha niente da dimostrare.

Silvia

Posto riservato nel cuore del maestro Gustav Kuhn

Non è questione di presunzione, né un’ipotesi, è un dato di fatto: parole sue, quasi si potrebbero utilizzare le virgolette per citarlo. Se non lo faccio è perché queste parole le ha pronunciate durante la cena di sabato 12 maggio, asciugandosi delle finte lacrime con un tovagliolo. Tutto ciò, capirete, denota una forte dose di ironia, ma, in un modo o nell’altro, è certo che gli piacciamo e ancora non riesco a capacitarmi del perché.

Il primo fattore da prendere in considerazione sono le nostre qualità tecnicomusicali. Consapevoli di non essere il primo gruppo vocale che arriva alle orecchie del maestro e soprattutto, sicuri di non poter eguagliare le capacità di un coro professionale, ciò su cui puntiamo è la musicalità: cantare per stare bene e far star bene cantando, contando sull’intesa del gruppo. Se siamo riusciti a catturare la sua attenzione è grazie alla nostra voglia di trasmettere attraverso la musica, la tecnica non può che migliorare con il suo ausilio. Durante il concerto, il maestro ha definito l’accademia come un luogo nel quale si ritrovano artisti tanto talentuosi quanto complessi. Il significato preciso ci è ancora poco chiaro, forse presto lo scopriremo…

Il secondo fattore da considerare è la posizione del nostro gruppo vocale. Gli Stereo-Tipi, come ben sapete, nascono e crescono all’interno della scuola di musica di Borgo a Mozzano e l’area di attività è legata al territorio, alla Lucchesia e alla Garfagnana. Per cercare di rendere al meglio questo punto, immaginiamoci la diatriba fra giacca e cravatta / jeans e T-shirt.  Sembrerà un semplificazione fin troppo banale, ma in realtà la riflessione è nata proprio da ciò: l’interno del gruppo è molto vario, ci sono giacche, cravatte, jeans e T-shirt, c’è a chi la cravatta proprio non piace, c’è a chi la giacca sta proprio bene e c’è chi porta la camicia sopra i jeans (poi c’è anche chi porta i sandali con i calzini…).

Questo è solo un modo per stilizzare una sorta di dialettica fra forma e contenuto che, soprattutto frequentando l’accademia, si è mostrata. Montegral è un gran bel risultato per noi, e tutti ne siamo orgogliosi, poiché, anche se appartenente al nostro territorio, apre a spazi molto più vasti e lontani. È alto, dominante su tutta la valle, le colonne slanciano la facciata della chiesa, è bianco, è la forma. Possono dei sandali con calzini, competere con tutto questo? Il fatto è che noi non siamo né giacche e cravatte, né sandali e calzini, e forse, è proprio questa compenetrazione di forma e contenuto, è questa posizione in bilico sul confine fra le due che ha brillato agli occhi di Gustav Kuhn.

Senza dubbio, dal mio punto di vista, ciò che prevale in noi non può che essere il contenuto, e la dialettica a volte si trasforma in uno scontro: questo perché spesso la camicia mi sta troppo stretta. Ciò che conta però è l’entusiasmo che esperienze come queste ci regalano e la possibilità di trasformarlo nel canto.

-Joe