Il 25 e 26 aprile al Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca si sono tenute le recite di “Turandot” proprio nel centenario della prima rappresentazione.
Sotto l’originale regia di Nadir Dal Grande e la direzione del Maestro Alessandro D’Agostini, anche tre Stereo Tipe hanno partecipato a questa importante produzione: Silvia Verucci si è esibita con il coro in qualità di contralto; Serena Salotti, insieme a Marco Ramacciotti, ha preparato e diretto il coro delle voci bianche; Maria Elena Lippi ha dato rinforzo proprio al coro dei bambini, che hanno intonato il ben noto “Là, sui monti dell’Est” con una naturalezza degna di professionisti.

Tutti gli artisti e maestranze coinvolti hanno dato il massimo per questo anniversario ed è stato bello ricevere il calore del pubblico, che ha gremito il teatro per celebrare l’opera del Maestro Puccini.
Un grande onore per le Stereo Tipe e un’esperienza di cui faranno tesoro, perché l’impatto emotivo è stato particolarmente forte.
Infatti, la “Turandot” proposta in questi giorni si è interrotta all’atto III, con la morte di Liù, in uno dei momenti più commoventi della trama. Lì Puccini la lasciò incompiuta a causa della sua scomparsa, avvenuta il 29 novembre 1924. E il 25 aprile 1926, al Teatro alla Scala, il Maestro Arturo Toscanini lì fermò l’orchestra, pronunciando parole diventate leggendarie: «Qui termina la rappresentazione, perché, a questo punto, il maestro è morto».
Cento anni dopo, il pubblico e gli artisti del Giglio hanno vissuto l’emozione di quel finale sospeso in una drammatica coerenza che lascia alla dolce Liù e al suo gesto estremo l’ultima parola: l’amore che, conservando la propria forza e dignità, trionfa sulla crudeltà della fredda e potente Turandot.
Maria Elena Lippi