Concerto per San Michele 2019

Ormai evento tradizionale nel panorama del settembre lucchese, si è svolto sabato 21 settembre il concerto per San Michele 2019. Protagonisti sul palco sono stati la Polifonica Lucchese, il gruppo corale Santa Felicita e… una nutrita rappresentanza degli Stereo Tipi. Insieme al soprano Mirella Di Vita, al contralto Sara Bacchelli, al tenore Marco Mustaro e al basso Andrea Paolucci, ci siamo cimentati con il Magnificat a 4 voci con strumenti (1774) di Antonio Puccini e con la Missa in tempore belli (Paukenmesse) in do maggiore per soli, coro e orchestra di Franz Joseph Haydn. La parte strumentale è stata affidata all’Orchestra da camera Luigi Boccherini diretta dal maestro Egisto Matteucci, trascinatore e anima dell’intero evento.

All’emozione di confrontarsi con un brano del tutto inedito come il Magnificat di Antonio Puccini, si è aggiunta la sfida di ricostruire insieme ad altri cori, e con un limitato numero di prove, i precisi incastri vocali realizzati da Haydn nella sua Missa in tempore belli. Il tutto in una gremita chiesa di San Michele in Foro, location prestigiosa e avvezza a eventi di questa levatura.

Per il sottoscritto, Stereo Tipo dell’ultima ora, un bellissima esperienza.

Ma ora si riparte. Gli Stereo Tipi ricominciano dopo la stagione estiva con il loro repertorio dalle sonorità sicuramente più raccolte, con nuovi spartiti da esplorare e da far diventare nostri.

Paolo

Marta Lotti + Emanuele Lippi = LOVE, MUSICA, Intrecci di Vita

Emanuele

La famiglia di Emanuele Lippi è originaria del mio paese, Diecimo. Gabriele, il padre, è infatti il più piccolo di molti fratelli e sorelle di famiglia Diecimina. Sì, lo so, la sto prendendo parecchio alla lontana 😀 …
Emanuele, comunque, non ha mai abitato a Diecimo. Tuttavia il padre conservava (e conserva tutt’ora) un’abitazione proprio davanti a dove abitavo io negli anni fra il 1997 e il 2002, all’epoca del primissimo nucleo degli Stereo Tipi (iniziammo nel 1998), dove veniva (e viene) a passare qualche giorno ogni tanto, specie d’estate, insieme alla famiglia. In una di queste occasioni ho conosciuto Emanuele, che in quel momento era prossimo al diploma di pianoforte. Ricordo venne in camera mia, dove avevo il mio pianoforte che strimpellavo sgraziatamente, e si mise a suonare il pezzo che avrebbe portato al diploma, lasciandomi letteralmente senza parole (al momento non ricordo però minimamente di che pezzo si trattasse, ah ah ah).
Quella è stata l’unica occasione in cui ci siamo visti, fino al 23 gennaio 2018 all’Accademia Montegral di Gustav Kuhn.

Marta

Abbiamo conosciuto Marta nel 2017. Era il 28 aprile ed in programma c’era la prova generale per la Petite Messe Solennelle di Rossini a Lucca, il giorno successivo. Noi Stereo Tipi ci occupavamo, ovviamente, della parte del coro, grazie all’invito di Massimo Salotti, amico, pianista e “nostro fan”, che aveva organizzato il concerto insieme al tenore Marco Voleri. Nel periodo antecedente il concerto studiammo e facemmo le prove col solo Massimo, fino alla prova generale che raccolse tutto lo staff di musicisti e cantanti. Nella parte del contralto solista c’era appunto Marta Lotti, di Livorno. Il concerto fu un’esperienza bellissima e rimanemmo davvero colpiti dalla bravura di Marta e degli altri solisti. Anche noi Stereo Tipi, con gran soddisfazione, ricevemmo complimenti stupendi da parte loro. Poi tutti ci salutammo, finché…

Dopo qualche mese Lia riceve una telefonata da Marta: “Ciao Lia, vorrei presentarvi al Maestro Kuhn”. Da quella telefonata è nata una storia stupenda per noi Stereo Tipi, che ci ha portato anche al festival di Erl in Austria.
Ma insomma, il 23 gennaio 2018 andiamo all’Accademia Montegral. Là troviamo ad attenderci Marta e… Emanuele, entrambi collaboratori dell’Accademia e del Maestro Kuhn e… fidanzati!
Ebbene, non conosco la loro storia d’amore. Non so come si sono conosciuti né quando, né come i loro fili della vita si sono dipanati e infine intrecciati. Ma so che tutte queste strade sono confluite domenica scorsa 25 agosto nella chiesa di Santa Lucia a Luciana, Fauglia, per il loro matrimonio, al quale abbiamo avuto il grande onore di cantare, eseguendo alcune polifonie di Nanino e Palestrina e alcuni brani da una messa di, neanche a dirlo, Lotti!

Marta, Emanuele: tantissimi auguri di tanta strada insieme, tanto amore e tanta musica!

Con affetto e amicizia e stima,

Stereo Tipi

 

E anche questa è fatta…

“Ma insomma, com’è andata in Austria?”

IL VIAGGIO:

 

Ho avuto nuovamente la conferma che il viaggio regala emozioni forti. Condividere lo spazio relativamente piccolo dell’auto per 8 ore con le persone può essere tutto fuorché indifferente.

In effetti, facendo due calcoli abbiamo percorso complessivamente più di 1.700 chilometri, per un totale di circa 32 ore di macchina. Tutto ciò, suddiviso fra due periodi, prima quello delle prove, poi quello del concerto.

Pensandoci però, è un po’ sconvolgente! Questo era sicuramente uno dei pensieri più ricorrenti prima della partenza, soprattutto per un individuo pigro e sedentario come me. Dover abbandonare casa per una settimana per poi ritrovarmi sul suolo straniero. E la lingua? E il cibo? E la gente?

IL SOGGIORNO

Tutta questa nube di pensieri sono stati subito spazzati via. Al Künstler Herberge, l’albergo riservato ai cantanti e ai musicisti, proprio di fronte al teatro, siamo stati accolti calorosamente, e non solo in senso metaforico, intendo proprio con il termostato fisso a poco meno di 30°. E c’è chi ha avuto anche il coraggio di prenotare la sauna…

Insomma, serviti e riveriti, fin troppo viziati.

In realtà però, un timore nato prima della partenza, si è confermato più volte. Non c’è verso, la cucina italiana manca, sempre e comunque, non c’è Schnitzel, Gulasch o Bretzel che regga. Manca la pasta, manca la pizza, MANCA L’OLIO!

Non manca mai la birra, alla fine, mi pare un buon compromesso…

SI VA IN SCENA

Maximilian: la Prima è andata in scena!

Tornando da Erl.
Notte e
bufera di neve.
L’autostrada del Brennero
è una pista da renne
e le ruote
scivolano lasciando scie
che svaniscono sotto fitti fiocchi
e i fari scuciono il buio bianco
quel tanto da poter lentamente
e silenziosamente avanzare.

E affiora e si incarna nel petto
come un morbido e solenne pulsare
l’emozione di questi giorni
e un grande GRAZIE!

Perché il 3 gennaio 2019 è andata in scena la Prima di “Maximilian“, un opera allegorica scritta per celebrare il 500mo anniversario della morte di Massimiliano I.
E perché noi Stereo Tipi c’eravamo, lì, su quel palco, a dare il nostro contributo, vivendo un’esperienza teatrale di livelli elevatissimi, con artisti, tecnici e musicisti spettacolari!

Grazie a tutti, tutti, tutti del Tiroler Festspiele, per la grande professionalità, la fantastica accoglienza e la passione con la quale è stata allestita quest’opera.

In particolare grazie a Marta Lotti, Andreas Leisner, Charlotte Leitner, Emanuele Lippi, Myriel Meissner, Stefano Teani, Lada Kyssy, Beomseok Yi, Maria Radoeva, Ronald Seboth, l’Orchestra e il Coro del Festival.
Grazie al pubblico, che ha riempito l’enorme platea del teatro.

Un grazie speciale al Maestro Gustav Kuhn, che davvero ha creduto in noi e ci ha regalato questa opportunità.

E infine, il mio ringraziamento personale, mio di Martino, a questo gruppo degli Stereo Tipi, a tutti i ragazzi che ci hanno creduto e che ci credono! È fantastico!!! E ora giù foto!!!

Foto ufficiali

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Foto “dietro le quinte”

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Requiem di Mozart – Luglio 2018

“Quanto mi piacerebbe ricantare il Requiem di Mozart!” …in un batter di ciglio mi arriva la telefonata di un caro amico, compagno di studi, magnifico tenore, Marco Mustaro: all’incantevole anfilteatro di Peccioli, all’interno della manifestazione “11 lune a Peccioli”, cercano voci per il coro per cantare il Requiem k 626 di Wolfang Amadeus Mozart!

 

La professionalità dell’orchestra del Maggio musicale ha incantato tutto l’anfiteatro colmo di gente. Gli spettatori sono stati rapiti dalle stelle e i fugati di Mozart risuonavano con maestà da un palco carico e vivace sotto la bacchetta del coinvolgente direttore, Simone Valeri.

Io e Lia, le due fondatrici degli Stereo Tipi, ci siamo godute tutto questo, per accumulare ancora una Stereo-esperienza unica e irripetibile.

Questa foto l’abbiamo scattata alle prove al teatro del Maggio fiorentino!!!

Musicnet Livorno

Eccoci qua, stavolta, alla nostra prima esperienza di registrazione ufficiale! Belli, così, dietro ad un Neumann a valvole, fotografati dall’altra parte del vetro che separa la sala di ripresa dalla regia del Musicnet Studio di Livorno del Prof. Fulvio Pietramala.

Il Maestro Kuhn e l’Accademia di Montegral…

La prima volta che salimmo verso questo edificio immacolato ed austero ero un po’ tesa. Vedendo dall’esterno il Convento dell’ Angelo immaginavo che l’Accademia dal nome altisonante che vi ha sede fosse rigida e seriosa.
Adesso se ripenso a questa nostra straordinaria esperienza non posso fare a meno di sorridere. Perché, al contrario, nell’ Accademia di Montegral non ci si prende mai troppo sul serio, ed è proprio questo forse il segreto. Qui la musica non è la mera esecuzione di uno spartito e neanche una competizione tra cantanti, bensì veicolo di emozioni. I musicisti e i cantanti che la frequentano sanno commuovere e commuoversi, far divertire ed appassionare. Nei nostri soggiorni al Convento dell’Angelo abbiamo cenato allo stesso tavolo con cantanti di fama internazionale, registi, violinisti che suonano uno Stradivari, giornalisti e chi sa chi altro…la domanda sorge spontanea: che c’entriamo noi, gli Stereo Tipi di Borgo a Mozzano? Sinceramente non so. Ma penso che forse quel signore austriaco sempre sorridente abbia saputo vedere oltre un apparente gruppo di giovani un po’ casinisti e abbia sentito una musica fatta con il cuore e con la leggerezza di chi non ha niente da dimostrare.

Silvia

Posto riservato nel cuore del maestro Gustav Kuhn

Non è questione di presunzione, né un’ipotesi, è un dato di fatto: parole sue, quasi si potrebbero utilizzare le virgolette per citarlo. Se non lo faccio è perché queste parole le ha pronunciate durante la cena di sabato 12 maggio, asciugandosi delle finte lacrime con un tovagliolo. Tutto ciò, capirete, denota una forte dose di ironia, ma, in un modo o nell’altro, è certo che gli piacciamo e ancora non riesco a capacitarmi del perché.

Il primo fattore da prendere in considerazione sono le nostre qualità tecnicomusicali. Consapevoli di non essere il primo gruppo vocale che arriva alle orecchie del maestro e soprattutto, sicuri di non poter eguagliare le capacità di un coro professionale, ciò su cui puntiamo è la musicalità: cantare per stare bene e far star bene cantando, contando sull’intesa del gruppo. Se siamo riusciti a catturare la sua attenzione è grazie alla nostra voglia di trasmettere attraverso la musica, la tecnica non può che migliorare con il suo ausilio. Durante il concerto, il maestro ha definito l’accademia come un luogo nel quale si ritrovano artisti tanto talentuosi quanto complessi. Il significato preciso ci è ancora poco chiaro, forse presto lo scopriremo…

Il secondo fattore da considerare è la posizione del nostro gruppo vocale. Gli Stereo-Tipi, come ben sapete, nascono e crescono all’interno della scuola di musica di Borgo a Mozzano e l’area di attività è legata al territorio, alla Lucchesia e alla Garfagnana. Per cercare di rendere al meglio questo punto, immaginiamoci la diatriba fra giacca e cravatta / jeans e T-shirt.  Sembrerà un semplificazione fin troppo banale, ma in realtà la riflessione è nata proprio da ciò: l’interno del gruppo è molto vario, ci sono giacche, cravatte, jeans e T-shirt, c’è a chi la cravatta proprio non piace, c’è a chi la giacca sta proprio bene e c’è chi porta la camicia sopra i jeans (poi c’è anche chi porta i sandali con i calzini…).

Questo è solo un modo per stilizzare una sorta di dialettica fra forma e contenuto che, soprattutto frequentando l’accademia, si è mostrata. Montegral è un gran bel risultato per noi, e tutti ne siamo orgogliosi, poiché, anche se appartenente al nostro territorio, apre a spazi molto più vasti e lontani. È alto, dominante su tutta la valle, le colonne slanciano la facciata della chiesa, è bianco, è la forma. Possono dei sandali con calzini, competere con tutto questo? Il fatto è che noi non siamo né giacche e cravatte, né sandali e calzini, e forse, è proprio questa compenetrazione di forma e contenuto, è questa posizione in bilico sul confine fra le due che ha brillato agli occhi di Gustav Kuhn.

Senza dubbio, dal mio punto di vista, ciò che prevale in noi non può che essere il contenuto, e la dialettica a volte si trasforma in uno scontro: questo perché spesso la camicia mi sta troppo stretta. Ciò che conta però è l’entusiasmo che esperienze come queste ci regalano e la possibilità di trasformarlo nel canto.

-Joe

Stereo-Tipi, perché?

Non lo so.

Fare parte di un gruppo vocale non era nella lista dei desideri, certo del fatto che, guardandomi, non mi sembravo il “Tipo”…

Spesso si suppone che un corista abbia una certa cultura musicale, mista ad una passione per quel genere di musica in particolare, ed ecco perché si ritrova a cantare le tipiche “canzoni della messa” in un coro; spesso si suppone anche che ogni rassegna o concerto includa, come gran finale, un rinfresco, un buffet dove coristi e pubblico possono condividere uno spuntino e quattro chiacchiere.

Suonavo chitarra classica, ecco come sono entrato negli Stereo-Tipi: la scuola di musica di Borgo a Mozzano infatti offre un corso di canto corale affiancato alle lezioni di strumento. Più che un corso, per me era un ritrovo, un’ora piena di musica e allegria, e con questo spirito è avvenuto il primo impatto con la musica corale.

Ciò che mi stupiva era il fatto che la musica che risuonava dalle mie adorate cuffiette non aveva niente a che vedere con ciò che suonavo o cantavo all’interno della scuola di musica. Provate a immaginare un adolescente brufoloso, sfegatato per la musica degli ac/dc, cantare un brano di Palestrina… Ciò che mi stupiva continua a stupirmi tutt’oggi: se la musica è una necessità, chissà come generi differenti soddisfino i nostri vari bisogni di espressione, chissà cosa accomuna gli ac/dc a Palestrina, chissà se la mia scissione non sia in realtà un disturbo patologico?!

Ma eccomi lì, mentre mi appresto a riempire il piattino di crostini, patatine e pizza assieme a tutti gli altri. Finalmente a mio agio nella camicia, non più stretta sotto la morsa della cintura, ma libera di mostrarsi bella spiegazzata sopra ai calzoni. Nella corsa verso il cibo, il gruppo si divide: Andrea parla di un concerto meraviglioso con un amico, tenuto non so dove, né quando, ma sicuramente era un’opera di Mozart, forse Bach, o magari Chopin… Lia e Serena invece, si complimentano con alcuni membri di un altro coro, per l’accuratezza nello svolgimento di un fugato, e io mi ritrovo a parlare del tizio in terza fila che non faceva che sbadigliare e di quanto sia cattivo il farro, insieme a Felicity e Sara: per fortuna non sono l’unico scisso nel gruppo.

Ma allora perché sono uno Stereo-Tipo?

Sono più che mai lontano dagli Stereo-Tipi, la musica che ascolto solitamente è distante dal loro stile, mai avrei pensato di assistere ad un concerto dei King’s Singers, e di certo non posseggo un briciolo di cultura musicale in questo ambito; ma, allo stesso tempo, sono estremamente vicino: la sintonia che raggiungiamo intrecciando le nostre voci nel canto mi riempie, mi fa stare bene.

Se fare parte di un gruppo vocale non era nella lista dei desideri, far parte degli Stereo-Tipi è diventata una realtà bellissima!

-Joe