Maximilian: la Prima è andata in scena!

Tornando da Erl.
Notte e
bufera di neve.
L’autostrada del Brennero
è una pista da renne
e le ruote
scivolano lasciando scie
che svaniscono sotto fitti fiocchi
e i fari scuciono il buio bianco
quel tanto da poter lentamente
e silenziosamente avanzare.

E affiora e si incarna nel petto
come un morbido e solenne pulsare
l’emozione di questi giorni
e un grande GRAZIE!

Perché il 3 gennaio 2019 è andata in scena la Prima di “Maximilian“, un opera allegorica scritta per celebrare il 500mo anniversario della morte di Massimiliano I.
E perché noi Stereo Tipi c’eravamo, lì, su quel palco, a dare il nostro contributo, vivendo un’esperienza teatrale di livelli elevatissimi, con artisti, tecnici e musicisti spettacolari!

Grazie a tutti, tutti, tutti del Tiroler Festspiele, per la grande professionalità, la fantastica accoglienza e la passione con la quale è stata allestita quest’opera.

In particolare grazie a Marta Lotti, Andreas Leisner, Charlotte Leitner, Emanuele Lippi, Myriel Meissner, Stefano Teani, Lada Kyssy, Beomseok Yi, Maria Radoeva, Ronald Seboth, l’Orchestra e il Coro del Festival.
Grazie al pubblico, che ha riempito l’enorme platea del teatro.

Un grazie speciale al Maestro Gustav Kuhn, che davvero ha creduto in noi e ci ha regalato questa opportunità.

E infine, il mio ringraziamento personale, mio di Martino, a questo gruppo degli Stereo Tipi, a tutti i ragazzi che ci hanno creduto e che ci credono! È fantastico!!! E ora giù foto!!!

Foto ufficiali

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Foto “dietro le quinte”

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Requiem di Mozart – Luglio 2018

“Quanto mi piacerebbe ricantare il Requiem di Mozart!” …in un batter di ciglio mi arriva la telefonata di un caro amico, compagno di studi, magnifico tenore, Marco Mustaro: all’incantevole anfilteatro di Peccioli, all’interno della manifestazione “11 lune a Peccioli”, cercano voci per il coro per cantare il Requiem k 626 di Wolfang Amadeus Mozart!

 

La professionalità dell’orchestra del Maggio musicale ha incantato tutto l’anfiteatro colmo di gente. Gli spettatori sono stati rapiti dalle stelle e i fugati di Mozart risuonavano con maestà da un palco carico e vivace sotto la bacchetta del coinvolgente direttore, Simone Valeri.

Io e Lia, le due fondatrici degli Stereo Tipi, ci siamo godute tutto questo, per accumulare ancora una Stereo-esperienza unica e irripetibile.

Questa foto l’abbiamo scattata alle prove al teatro del Maggio fiorentino!!!

Musicnet Livorno

Eccoci qua, stavolta, alla nostra prima esperienza di registrazione ufficiale! Belli, così, dietro ad un Neumann a valvole, fotografati dall’altra parte del vetro che separa la sala di ripresa dalla regia del Musicnet Studio di Livorno del Prof. Fulvio Pietramala.

Il Maestro Kuhn e l’Accademia di Montegral…

La prima volta che salimmo verso questo edificio immacolato ed austero ero un po’ tesa. Vedendo dall’esterno il Convento dell’ Angelo immaginavo che l’Accademia dal nome altisonante che vi ha sede fosse rigida e seriosa.
Adesso se ripenso a questa nostra straordinaria esperienza non posso fare a meno di sorridere. Perché, al contrario, nell’ Accademia di Montegral non ci si prende mai troppo sul serio, ed è proprio questo forse il segreto. Qui la musica non è la mera esecuzione di uno spartito e neanche una competizione tra cantanti, bensì veicolo di emozioni. I musicisti e i cantanti che la frequentano sanno commuovere e commuoversi, far divertire ed appassionare. Nei nostri soggiorni al Convento dell’Angelo abbiamo cenato allo stesso tavolo con cantanti di fama internazionale, registi, violinisti che suonano uno Stradivari, giornalisti e chi sa chi altro…la domanda sorge spontanea: che c’entriamo noi, gli Stereo Tipi di Borgo a Mozzano? Sinceramente non so. Ma penso che forse quel signore austriaco sempre sorridente abbia saputo vedere oltre un apparente gruppo di giovani un po’ casinisti e abbia sentito una musica fatta con il cuore e con la leggerezza di chi non ha niente da dimostrare.

Silvia

Posto riservato nel cuore del maestro Gustav Kuhn

Non è questione di presunzione, né un’ipotesi, è un dato di fatto: parole sue, quasi si potrebbero utilizzare le virgolette per citarlo. Se non lo faccio è perché queste parole le ha pronunciate durante la cena di sabato 12 maggio, asciugandosi delle finte lacrime con un tovagliolo. Tutto ciò, capirete, denota una forte dose di ironia, ma, in un modo o nell’altro, è certo che gli piacciamo e ancora non riesco a capacitarmi del perché.

Il primo fattore da prendere in considerazione sono le nostre qualità tecnicomusicali. Consapevoli di non essere il primo gruppo vocale che arriva alle orecchie del maestro e soprattutto, sicuri di non poter eguagliare le capacità di un coro professionale, ciò su cui puntiamo è la musicalità: cantare per stare bene e far star bene cantando, contando sull’intesa del gruppo. Se siamo riusciti a catturare la sua attenzione è grazie alla nostra voglia di trasmettere attraverso la musica, la tecnica non può che migliorare con il suo ausilio. Durante il concerto, il maestro ha definito l’accademia come un luogo nel quale si ritrovano artisti tanto talentuosi quanto complessi. Il significato preciso ci è ancora poco chiaro, forse presto lo scopriremo…

Il secondo fattore da considerare è la posizione del nostro gruppo vocale. Gli Stereo-Tipi, come ben sapete, nascono e crescono all’interno della scuola di musica di Borgo a Mozzano e l’area di attività è legata al territorio, alla Lucchesia e alla Garfagnana. Per cercare di rendere al meglio questo punto, immaginiamoci la diatriba fra giacca e cravatta / jeans e T-shirt.  Sembrerà un semplificazione fin troppo banale, ma in realtà la riflessione è nata proprio da ciò: l’interno del gruppo è molto vario, ci sono giacche, cravatte, jeans e T-shirt, c’è a chi la cravatta proprio non piace, c’è a chi la giacca sta proprio bene e c’è chi porta la camicia sopra i jeans (poi c’è anche chi porta i sandali con i calzini…).

Questo è solo un modo per stilizzare una sorta di dialettica fra forma e contenuto che, soprattutto frequentando l’accademia, si è mostrata. Montegral è un gran bel risultato per noi, e tutti ne siamo orgogliosi, poiché, anche se appartenente al nostro territorio, apre a spazi molto più vasti e lontani. È alto, dominante su tutta la valle, le colonne slanciano la facciata della chiesa, è bianco, è la forma. Possono dei sandali con calzini, competere con tutto questo? Il fatto è che noi non siamo né giacche e cravatte, né sandali e calzini, e forse, è proprio questa compenetrazione di forma e contenuto, è questa posizione in bilico sul confine fra le due che ha brillato agli occhi di Gustav Kuhn.

Senza dubbio, dal mio punto di vista, ciò che prevale in noi non può che essere il contenuto, e la dialettica a volte si trasforma in uno scontro: questo perché spesso la camicia mi sta troppo stretta. Ciò che conta però è l’entusiasmo che esperienze come queste ci regalano e la possibilità di trasformarlo nel canto.

-Joe

Stereo-Tipi, perché?

Non lo so.

Fare parte di un gruppo vocale non era nella lista dei desideri, certo del fatto che, guardandomi, non mi sembravo il “Tipo”…

Spesso si suppone che un corista abbia una certa cultura musicale, mista ad una passione per quel genere di musica in particolare, ed ecco perché si ritrova a cantare le tipiche “canzoni della messa” in un coro; spesso si suppone anche che ogni rassegna o concerto includa, come gran finale, un rinfresco, un buffet dove coristi e pubblico possono condividere uno spuntino e quattro chiacchiere.

Suonavo chitarra classica, ecco come sono entrato negli Stereo-Tipi: la scuola di musica di Borgo a Mozzano infatti offre un corso di canto corale affiancato alle lezioni di strumento. Più che un corso, per me era un ritrovo, un’ora piena di musica e allegria, e con questo spirito è avvenuto il primo impatto con la musica corale.

Ciò che mi stupiva era il fatto che la musica che risuonava dalle mie adorate cuffiette non aveva niente a che vedere con ciò che suonavo o cantavo all’interno della scuola di musica. Provate a immaginare un adolescente brufoloso, sfegatato per la musica degli ac/dc, cantare un brano di Palestrina… Ciò che mi stupiva continua a stupirmi tutt’oggi: se la musica è una necessità, chissà come generi differenti soddisfino i nostri vari bisogni di espressione, chissà cosa accomuna gli ac/dc a Palestrina, chissà se la mia scissione non sia in realtà un disturbo patologico?!

Ma eccomi lì, mentre mi appresto a riempire il piattino di crostini, patatine e pizza assieme a tutti gli altri. Finalmente a mio agio nella camicia, non più stretta sotto la morsa della cintura, ma libera di mostrarsi bella spiegazzata sopra ai calzoni. Nella corsa verso il cibo, il gruppo si divide: Andrea parla di un concerto meraviglioso con un amico, tenuto non so dove, né quando, ma sicuramente era un’opera di Mozart, forse Bach, o magari Chopin… Lia e Serena invece, si complimentano con alcuni membri di un altro coro, per l’accuratezza nello svolgimento di un fugato, e io mi ritrovo a parlare del tizio in terza fila che non faceva che sbadigliare e di quanto sia cattivo il farro, insieme a Felicity e Sara: per fortuna non sono l’unico scisso nel gruppo.

Ma allora perché sono uno Stereo-Tipo?

Sono più che mai lontano dagli Stereo-Tipi, la musica che ascolto solitamente è distante dal loro stile, mai avrei pensato di assistere ad un concerto dei King’s Singers, e di certo non posseggo un briciolo di cultura musicale in questo ambito; ma, allo stesso tempo, sono estremamente vicino: la sintonia che raggiungiamo intrecciando le nostre voci nel canto mi riempie, mi fa stare bene.

Se fare parte di un gruppo vocale non era nella lista dei desideri, far parte degli Stereo-Tipi è diventata una realtà bellissima!

-Joe

King’s Singers – Firenze 2017

Non so quante volte, ormai, mi sono ritrovato seduto lì, sulle poltroncine del teatro della Pergola a Firenze, per ascoltare e vedere i King’s Singers che cantano su quel palco, così, con una semplicità disarmante, zero impianti, zero microfoni, solo loro sei e la loro voce e presenza, con la musica che viene fuori e si muove e stupisce e riempie, dal brano più antico al carol che  ognuno dei KS canta da quando era bambino, nel rispettivo coro nel quale è cresciuto.

Questa volta siamo andati in 7 Stereo Tipi, con tanto di mariti e bambini come accompagnatori, a mo’ di gita sociale!

Il concerto è stato di stampo natalizio ed è stata celebrato, inoltre, il 50esimo anno di attività dell’ensemble, con brani attinti dal repertorio dei primissimi anni, con gli arrangiamenti originali.

Non scrivo altro perchè l’unico modo per comunicare davvero cosa ti succede ad un concerto dei KS è invitare ad andarci!

 



Il mondo è (sempre più) piccolo

Qualche annetto fa Lia, una delle nostre migliori cercatrici di brani da cantare (assieme a Memo!), “spippolando” sul web scovò, in qualche modo che solo lei può spiegare, una partitura. Si trattava di un’Ave Maria, scritta per solo coro femminile a 3 voci, con una breve sezione in cui si dividono i soprani secondi. Fu molto incuriosita dalla tessitura armonica e dalla tensione spirituale del brano.
Era stato scritto da un giovanissimo autore ungherese a noi sconosciuto, del quale all’epoca trovamo pochissime informazioni: András Derecskei.
Le Stereo Tipe di allora lessero il brano, piaque moltissimo e fu deciso di proporlo al successivo concerto.
Potenza della rete ormai dilagante, l’autore, qualche mese fa, scopre dal nostro sito che abbiamo il suo brano in repertorio e ci contatta per avere informazioni ed eventuali registrazioni di esecuzioni, felice di aver trovato un gruppo vocale che lo propone spesso ai concerti qui in Italia!

Le praticamente nuove Stereo Tipe eseguiranno di nuovo questa Ave Maria il prossimo venerdì 7 luglio. Non vedo l’ora di ascoltarle. E vi assicuro: merita!

Questa è la pagina FB dell’autore:

Derecskei – Fecebook

PMS, ovvero: Petite Messe Solennelle

Era l’autunno del 2008, quando accettammo la proposta di Massimo Salotti di eseguire la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini. Una composizione per 4 solisti (soprano, contralto, tenore, basso), coro, due pianoforti e harmonium.

L’occasione sarebbe stata la celebrazione del 950esimo anniversario della consacrazione della romanica Pieve di Santa Maria in Loppia , nel comune di Barga (LU).

Per questo progetto, Massimo coinvolse il soprano Tania Bussi, il contralto Ida Maria Turri, il tenore Gabriele Mangione e il basso Giulio Boschetti. Ai pianoforti, Massimo stesso e Stefano Romani, all’harmonium Lorenzo Giuntoli. Infine, per dare sostanza, forma nonchè prestigio all’esecuzione, Massimo chiese al Maestro Herbert Handt di preparare e dirigere l’ensamble. Se non fosse che, a causa di un brutto incidente, quest’ultimo non potè partecipare. Preparò e diresse l’esecuzione, a mio parere in modo magistrale, il Maestro Gian Paolo Mazzoli.

Il concerto andò in scena nella pieve di Loppia il giorno 13 dicembre 2008, alle ore 21. E personalmente lo ricordo come uno dei più bei concerti ai quali abbia partecipato.

Non c’è quindi da stupirsi se ho avuto un moto di grande gioia quando, circa tre settimane fa, Massimo ci ha chiesto, di nuovo, di eseguire la PMS.

Questa volta, l’occasione è legata all’attività di Sintomi di felicità, un’associazione presieduta dal tenore Marco Voleri. In un post sulla sua pagina Fb, Marco scrive:

“Come promesso sveliamo anche la seconda tappa del #SintomiTour2017: 29 Aprile a #Lucca, insieme alla campionessa mondiale di equitazione Sara Morganti, all’attore Marco Brinzi, a Massimo Salotti, al coro Stereo Tipi – Gruppo Vocale: eseguiremo la Petite Messe Solennelle, i solisti saranno, insieme a me, Silvia Pantani, Pietro Toscano e Marta Lotti. Il ricavato sarà devoluto a Lucca viaggia lenta progetto Lucca Ospitale per l’acquisto di una carrozzina da sterrato per far andare chi non può farlo con le proprie gambe ad ammirare le bellezze della Via Francigena. Stay Tuned, a fine settimana arriverà tutto il resto! #sintomidifelicità #SintomiTour2017 Comitato Italiano Paralimpico @aism_onlus”.

Quindi, restate connessi: 29 aprile, nella Chiesa della Misericordi a Lucca: Gioachino Rossini – Petite Messe Solennelle

A proposito della Petite Messe Solennelle, mi piace ricordare quel che Rossini scrisse in calce all’Agnus Dei, una volta terminata la composizione:

« Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso. »

(Gioachino Rossini, Passy, 1863)

Riguardo, invece, gli Stereo Tipi del 2008, cantarono nei soprani: Serena Salotti, Marianna Suffredini e Ilaria Tovani; nei contralti: Lia Salotti e Chiara Bertolacci, con una grande assente Valentina Simonelli causa febbrone; nei tenori: Maurizio Pierini, Michele Pera, il sottoscritto Martino Biondi; nei bassi: Federico Cardelli, Simone Della Croce, Morando Bertoncini.

Di questi, il 29 aprile ne ritroveremo 4… chi saranno?